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Le risposte alle domande rivolte dall'Unità Pastorale 45 al candidato Sindaco.

1. Sulla GIUSTIZIA SOCIALE e il WELFARE. Cosa pensa potrà fare per aiutare ad uscire dalle situazioni di evidente povertà che colpiscono quote significative della popolazione? In particolare come intende affrontare il problema della casa? Si può pensare di creare un “tavolo delle povertà”, o comunque un organo permanente di coordinamento, progettazione e verifica degli interventi a sostegno delle situazioni di povertà, che dia un maggior ruolo di protagonismo al privato sociale? In particolare come intende relazionarsi con le Caritas Parrocchiali e il Centro d’Ascolto Frassati?

Risposta: gli argomenti sono molteplici e non di facile soluzione sia perché molto dipende dallo Stato Centrale, dalla Regione, Provincia, futura Città metropolitana sia perché, come noto, le risorse del Cisap, afferenti alle politiche di welfare, in pochi anni sono state drasticamente ridotte (in alcuni casi anche del 90%). Nel concreto però, andando per capitoli, l’impegno che il mio gruppo metterà in campo riguarderanno in particolare:

Il lavoro: creazione di un tavolo permanente che interloquisca sia con i datori sia con l’offerta alle categorie più colpite dall’assenza di impiego di un concreto supporto, incrementando quanto già esistente.
Trasformazione della torre ex-uffici TOP in una sede gratuita per start-up ed imprese di nuova costituzione.
Creazione di uno sportello Collegno-up interamente dedicato alle imprese, ai commercianti, ai professionisti ed ai giovani.

La casa: contrasto agli sfratti cosiddetti incolpevoli con protocolli da stipulare con ATC e con il libero mercato tramite i progetti tipo Abitare e similari che verranno predisposti. Inoltre verranno rinforzate tutti i presidi (dai posti letto ai senza fissa dimora, fino alle case famiglia, agli alloggi temporanei ecc.). Nei prossimi piani abitativi non saranno inoltre consentite concentrazioni di “zone ghetto” come avvenuto in passato, ma una distribuzione che privilegi l’amalgama dei residenti. Infine, anche per quanto riguarda i nomadi, saranno predisposte adeguate misure di integrazione, dalla scuola fino al domicilio.

La salute: A fronte di bisogni crescenti derivanti dall'allungamento della speranza di vita e dalla situazione in cui si è venuta a trovare la sanità pubblica (tagli dei posti letto, degenze sempre più ridotte, liste d’attesa per una prestazione o un ricovero in strutture adeguate) il Comune deve favorire la domiciliarità alle persone che sono ammalate e si ritrovano a pesare sui conviventi, o peggio, sono abbandonate e non sono più in grado di potersi curare in forma continuativa. Nel concreto si tratta di potenziare il supporto alle famiglie/persone con una moltitudine di interventi mirati da attuare in collaborazione con l’ASL (medici, infermieri, fisioterapia, accompagnamento, assegno di cura, presidi medici, farmaci agli indigenti ecc.). Naturalmente sia la cooperazione, sia l’associazionismo, sia il volontariato dovranno essere parte integrante di un progetto globale che coinvolga sia le Caritas /S.Vincenzo Parrocchiali sia il Centro d’Ascolto Frassati, col quale peraltro sono già intercorsi contatti per disegnare un quadro complessivo dei bisogni.

2. Sui “SOLDI DEI CITTADINI”. Su scala nazionale si fa un gran parlare di lotta all’evasione fiscale, di episodi di corruzione, di tagli più o meno lineari. A Collegno si è fatto un gran parlare dell’aumento di impianti autovelox, ma anche della non ancora del tutto chiarita vicenda della TOP. Con quali criteri intenderà agire su questi temi? Cosa farà per evitare sprechi dei soldi dei contribuenti, situazioni di incompatibilità degli amministratori, occasioni di privilegio o al contrario di penalizzazione ingiustificate?

Risposta: Siamo anche noi molto sfavorevolmente colpiti dalla mancata trasparenza della attuale Amministrazione su alcuni episodi, e non solo quello da voi citato circa la TOP. Per il futuro noi abbiamo un obiettivo preciso: le donne e gli uomini che amministrano una città devono essere, almeno per il periodo del mandato, persone di vetro. Tutti debbono non solo rendere conto del loro operato, ma dare un esempio di serietà e sobrietà . Quindi niente di superfluo, nessuna manifestazione estemporanea, nessun privilegio né agli amministratori né ai dipendenti, nè saranno tollerati abusi o comportamenti ambigui. Il nostro motto sarà riassunto in tre parole: Solidarietà, Equità e Giustizia.

3. Sul CONTROLLO DEL TERRITORIO. Ogni cittadino che sia vittima di scippi, furti in appartamento, danneggiamento di auto per le strade reclama un maggior controllo del territorio. Come pensa di far intervenire l’Amministrazione Comunale su questo aspetto?

Risposta: Purtroppo in una situazione di profondo disagio è inevitabile il proliferare di episodi contro le persone e il patrimonio da parte di chi ruba perché ha fame, o versa in profonda indigenza. Occorre una capillare opera di educazione nei confronti di tutti; creare un clima di maggiore attenzione agli altri, più condivisione e una cultura di cittadinanza. In questo senso non ci sentiamo di promettere azioni miracolistiche, ma una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine, una prevenzione dei fattori predisponenti, una azione di contrasto, che però non potrà essere risolutiva, con l’installazione di moderni sistemi di videosorveglianza nei punti più critici, con l’intensificare i controlli sul territorio, con l’attivazione di punti SOS …

4. Sulla DIMENSIONE SOCIALE DEL COMMERCIO. Il commercio di vicinato è espressione importante di luoghi dove si creano relazioni e rapporti tra le persone. Come intende procedere per sostenerlo? Il proliferare dei grandi centri commerciali aperti “tutti i giorni” ha, tra l’altro, indebolito il valore della domenica come giorno di riposo collettivamente riconosciuto. Per quanto di pertinenza dell’Amministrazione Comunale, cosa intende fare in proposito?

Risposta: Anche noi concordiamo che sul territorio si siano concentrati troppi grandi centri commerciali. Anche noi riteniamo che le Festività debbano essere rispettate per non perdere di vista che non esiste solamente la parte materiale, ma l’uomo ha anche una componente spirituale da dedicare alle attività più nobili della piramide di Maslow (appartenenza, cultura, rapporti sociali, fino alla religione). Purtroppo, non siamo in grado di incidere più di tanto negli orari di apertura dei supermercati. Però qualcosa il Comune potrà mettere in campo per rendere la domenica un giorno diverso dagli altri: con incontri, conferenze, momenti di socializzazione, visite guidate, incentivando il tempo libero ecc.

5. Sul GIOCO D’AZZARDO. Qualcuno l’ha definita una “tassa occulta”, che per di più è collegata a preoccupanti elementi di  degrado sociale. La Città è piena di locali che promuovono forme varie di gioco d’azzardo. Come pensa di agire per arginare il fenomeno?

Risposta: Da quando è stato regolamentato il gioco online in Italia i siti non autorizzati da AAMS sono stati bloccati, malgrado ciò alcuni utenti continuano a giocare sui siti (agenzie) cosiddetti .com ignorando il fatto che siano illegali.  In Italia, come in molti altri Paesi, il gioco “per il quale si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro”, è una riserva dello Stato, ovvero dei concessionari ai quali lo Stato affida le funzioni pubbliche. La legge 401 del 1989, all’articolo 4, comma 1, sanziona penalmente chi offre giochi anche a distanza senza disporre della prevista concessione. Lo stesso articolo 4 al comma 3 punisce chiunque partecipa agli stessi giochi.

Tanti sindaci di Italia hanno posto delle limitazioni al numero di contingentamento (n minimo di slot/vlt consentiti in una tipologia di negozio gioco/bar/tabacchi etc) o distanze da luoghi di culto o luoghi sensibili come le scuole.

Oggi, il numero di slot, vlt, negozi di scommesse in Italia non ha più un contingentamento per cui esistono dei limiti numerici di sale da gioco . Quindi in base a questa liberalizzazione il sindaco deve adottare delle misure diverse come quelle di assicurarsi che siano rispettati i divieti ai minori, che ci siano delle distanze minime delle sale da gioco dai luoghi di culto o luoghi sensibili come le scuole. È compito del sindaco bilanciare la sete di raccolta di tasse da parte dello Stato con quella della difesa del cittadino dal gioco patologico. Creando delle strutture di supporto ai cittadini presso le asl. Si necessita di una legge nazionale però che stanzi una parte delle imposte sul gioco a queste attività di controllo e difesa e di conseguenza ad ogni singolo comune. Faremo dei progetti educativi di prevenzione contro il gioco d’azzardo.

6. Su AMBIENTE e SOBRIETA’. La salvaguardia dell’ambiente, che i credenti chiamano non a caso “Creato”, passa anche attraverso la promozione di stili di vita sobri. Come intenderà muoversi su questo ambito?

Risposta: Anche noi siamo consapevoli che la nostra città ha consumato con eccessiva disinvoltura troppo verde, ha sperperato troppi campi, troppi alberi,  a favore di troppo cemento. Noi vogliamo preservare quanto rimane; avendone cura, tutelandolo, non permettendo ulteriori cedimenti di un bene primario, cioè non riproducibile una volta perso. Nel concreto cercheremo, per quanto possibile, di non permettere più le discariche abusive nelle nostre strade di campagna, di rinforzare gli orti urbani, di fare opera, fin dalle scuole elementari, di promozione delle risorse rinnovabili, della bellezza dell’ambiente che va preservata, della lotta allo spreco con iniziative solidali, di favorire la condivisione e non l’accumulo dei beni e della ricchezza, di fare opera culturale nel senso che quello che succede a Collegno si ripercuote su tutto l’universo: dall’abuso del cibo all’uso sconsiderato del telefonino (nel primo caso qualcuno salterà la cena, nel secondo l’inquinamento elettronico si aggiungerà a tutto quello che già intasa l’etere).

7. Sui DISABILI. Quali spazi avranno i disabili per un inserimento effettivo nella società collegnese?

Risposta: Il discorso della disabilità rientra in quello del welfare. Dobbiamo riconoscere come nella nostra città ci siano molteplici forme di sostegno, e siamo invidiati e presi come esempio da molti altri Comuni. Naturalmente tutto è migliorabile, dall’ulteriore eliminazione di barriere architettoniche a luoghi di ritrovo più presenti, dall’organizzazione di scampagnate a maggiori momenti di “riposo” per le famiglie. Anche qui il drastico taglio delle risorse disponibili rende problematiche ulteriori iniziative.

8. Sulla FAMIGLIA. L’ultima trovata è sostituire alla dicitura “padre - madre”, quella di “genitore 1 – genitore 2”. Ma non c’è limite al peggio. Come intende valorizzare la famiglia, che secondo l’art.29 della Costituzione è “società naturale fondata sul matrimonio”?

Risposta: Anche se condividiamo in pieno quanto da voi prospettato non ci nascondiamo le difficoltà di tornare indietro rispetto a quanto finora in atto. Per noi sarebbe più facile dire che faremo questo e quell’altro, ma non intendiamo creare facili aspettative che difficilmente potremo concretizzare. Il nostro impegno però sarà quello di ispirarci a quanto riportato dalla Costituzione; facendo poi quello che potremo.

9. Sul rapporto con le PARROCCHIE. L’ultimo bilancio approvato assegna 124.000 euro al Canile Municipale e 50.000 euro alle Parrocchie. Intende continuare così? Più in generale, come intende valorizzare, concretamente, il ruolo delle Parrocchie nella vita della Città?

Risposta: Per noi le Parrocchie sono il terminale sensibile sul territorio. Intendiamo pertanto non solo riconoscere il loro ruolo educativo e di collaborazione fattiva nelle molteplici iniziative che attuano, ma ci prefiggiamo di creare un rapporto costante di contatti e coinvolgimento. Per quanto afferente alle risorse ad esse riservate il nostro intendimento è quello di non concederle a pioggia, ma a fronte di progetti concordati che riguardino in primis il sostegno alle indigenze, alle persone sole, agli ammalati bisognosi, agli oratori, a estate ragazzi, alle iniziative di condivisione, promozione della solidarietà… Tutto beninteso entro i limiti di ogni singola realtà: devono essere riconosciuti il ruolo del Comune, come quello delle Parrocchie, dell’ASL, del Cisap, di tutte le varie componenti la società civile e la cittadinanza. Cioè ognuno nel proprio ambito specifico, senza supplenze o sovrapposizioni, ma con collaborazione e complementarietà; non sostituzione di funzioni ma integrazione.

 

Editoriale

GLI ANZIANI NELLA BIBBIA

Il tema “anziani” è di scottante attualità soprattutto per noi occidentali che viviamo in una società che invecchia a vista d’occhio, e in cui il numero degli ultrasessantacinquenni ha abbondantemente ormai superato quello della popolazione sotto i vent’anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più vecchi al mondo. Con 151,4 persone over-65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni, presenta uno degli indici di vecchiaia più alti al mondo. Tra i Paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158) mentre la media Ue28 è 116,6. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale. La speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Anche in questo caso l’Italia è sopra la media europea (ANSA, 28 maggio 2014).
Se si cerca nella Bibbia una trattazione specifica sull’“anziano” e più ancora sui suoi rapporti con il resto del nucleo familiare, si troverà poco, perchè la Rivelazione divina, a differenza di quanto avviene spesso nella nostra società, non ha emarginato i vecchi, ma li ha considerati parte integrante del popolo di Dio, a pieno titolo oggetto e protagonisti al contempo del piano di salvezza di Dio. Eppure, anche se nella Bibbia manca una trattazione particolare degli anziani come gruppo, varie volte si parla della vecchiaia.

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