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Saluto del Vicario

E' stato per me un grande onore ed una  splendida esperienza lavorare con l'èquipe della up 45 - Collegno  negli anni in cui ero parroco a Leumann e moderatore  delle  parrocchie di Collegno.  Abbiamo imparato insieme a lavorare in modo ordinato ed organico, con un progetto di up a cui fare costantemente riferimento.  Progetto nato dopo una attenta verifica delle esigenze, desideri, risorse  umane e di strutture presenti sul territorio nonché indicazioni che provenivano dal Centro Diocesi.

Obiettivo generale, obiettivi intermedi, priorità... abbiamo imparato a dare un nome a quanto già si faceva ed a quanto si intendeva fare negli anni mettendoci a servizio delle Parrocchie della Unità pastorale e di tutto il territorio cittadino.  Dopo la verifica del primo quinquennio la progettazione del secondo, la consultazione di tutti i cpp delle varie parrocchie, l'individuazione di nuovi obiettivi  ...  tutto questo ci ha permesso di raggiungere risultati belli ed interessanti ma soprattutto ci ha insegnato a fare bene il bene,  non attivismo fine a se stesso bensì attività inserite in un progetto ben preciso. Il lavorare insieme mettendo a disposizione le risorse delle varie parrocchie ci faceva sentire più uniti nell'unica Chiesa, discepoli dell'unico Maestro con la medesima missione di portare il Vangelo nella nostra città.

Una delle conseguenze di questo modo di lavorare  è quella  di  non far dipendere ciò che si fa o non si fa dai pallini degli operatori pastorali o parroci di turno -   perché le persone cambiano -  bensì da un progetto  nei confronti del quale  chiunque arriva si mette al servizio.  Un progetto dinamico, che può cambiare ed essere costantemente integrato e arricchito a seconda dei tempi, ma sempre lavorando insieme, in èquipe,  e mai da battitori liberi.

Sono ben felice che tale modalità di lavoro stia continuando nel tempo e che il progetto continui a portare i suoi frutti.  Non ho visto molte unità pastorali lavorare così  e con tali risultati, il che mi sprona nel mettere a servizio anche di altri territori diocesani la ricca esperienza fatta a Collegno.  Auguro a tutti voi , di cuore, buon lavoro nella vigna del Signore!

In comunione di preghiera e con amicizia grande.

don Mimmo

Allegati:
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Editoriale

GLI ANZIANI NELLA BIBBIA

Il tema “anziani” è di scottante attualità soprattutto per noi occidentali che viviamo in una società che invecchia a vista d’occhio, e in cui il numero degli ultrasessantacinquenni ha abbondantemente ormai superato quello della popolazione sotto i vent’anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più vecchi al mondo. Con 151,4 persone over-65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni, presenta uno degli indici di vecchiaia più alti al mondo. Tra i Paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158) mentre la media Ue28 è 116,6. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale. La speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Anche in questo caso l’Italia è sopra la media europea (ANSA, 28 maggio 2014).
Se si cerca nella Bibbia una trattazione specifica sull’“anziano” e più ancora sui suoi rapporti con il resto del nucleo familiare, si troverà poco, perchè la Rivelazione divina, a differenza di quanto avviene spesso nella nostra società, non ha emarginato i vecchi, ma li ha considerati parte integrante del popolo di Dio, a pieno titolo oggetto e protagonisti al contempo del piano di salvezza di Dio. Eppure, anche se nella Bibbia manca una trattazione particolare degli anziani come gruppo, varie volte si parla della vecchiaia.

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