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I santi più delle opere da loro compiute sempre ci rivelano il volto di Gesù, come nel passaggio odierno del Vangelo quando i greci chiedono a Filippo “vogliamo vedere Gesù”.

Don Bosco seguendo la spiritualità di S. Francesco di Sales con l’impronta che ha saputo dare lui promuove la persona nella sua integralità. Ogni ragazzo anche quello più in difficoltà può maturare percorsi umani e spirituali forti, belli. Partendo dalle periferie ha saputo promuovere una città nuova.

Anche se oggi molte scuole religiose sono in quartieri di elite, mi piace guardare la Chiesa nella sua integralità per continuare a vedere quest’opera fatta per i poveri e gli ultimi che continua, senza essere esclusività dei salesiani, in ogni parte del mondo. Seguendo l’esempio di Gesù tantissimi cristiani fanno altrettanto accogliendo, promuovendo ed educando alla vita buona del Vangelo.

 

Alcune attenzioni testimoniate da Don Bosco per noi oggi.

Nella formazione e nella crescita:

-          L’educazione forte e carismatica ricevuta in famiglia;

-          L’importanza di avere buoni maestri di vita: la confessione e la direzione spirituale del Cafasso sono state determinante per il giovane Bosco.

 

Nella vita del sacerdote don Bosco: il Rettore Maggiore salesiano Angel Fernandez Artime, nell’ultima festa liturgica del nostro Santo indicava tre attenzioni utilissime anche per noi:

-          Essere tessitore di alleanze: promuovere la cultura dell’incontro, andare verso le periferie, in ricerca degli spaesati e senza prospettive.

-          Essere carichi di affabilità: il pastore e l’animatore della comunità hanno la stessa passione di Cristo, mite e umile di cuore. L’affabilità non è certo solo un dono di natura ma anche della Grazia: chi è appassionato di Dio non può non essere anche dei fratelli, soprattutto quelli più in difficoltà.

-          Per diventare piccoli: le opere materiali e le grandi risorse economiche ci inorgogliscono, la fede e la povertà ci fanno diventare piccoli. S. Agostino ci diceva infatti per crescere nella santità deve scendere i gradini dell’umiltà. Don Bosco ha saputo sintonizzarsi con il  mondo dei ragazzi per poter elevarli in alto.

Sono tre indicazioni che reputo validissime per il nostro cammino di unità pastorale. Don Bosco ha sognato tanto e con il Signore i sogni sono diventati realtà. Siamo chiamati a lavorare insieme e insieme sognare percorsi nuovi per testimoniare la nostra fede in Collegno. Il signore ci doni un ulteriore sussulto di generosità e di coraggio.

P. Salesio

Editoriale

GLI ANZIANI NELLA BIBBIA

Il tema “anziani” è di scottante attualità soprattutto per noi occidentali che viviamo in una società che invecchia a vista d’occhio, e in cui il numero degli ultrasessantacinquenni ha abbondantemente ormai superato quello della popolazione sotto i vent’anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più vecchi al mondo. Con 151,4 persone over-65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni, presenta uno degli indici di vecchiaia più alti al mondo. Tra i Paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158) mentre la media Ue28 è 116,6. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale. La speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Anche in questo caso l’Italia è sopra la media europea (ANSA, 28 maggio 2014).
Se si cerca nella Bibbia una trattazione specifica sull’“anziano” e più ancora sui suoi rapporti con il resto del nucleo familiare, si troverà poco, perchè la Rivelazione divina, a differenza di quanto avviene spesso nella nostra società, non ha emarginato i vecchi, ma li ha considerati parte integrante del popolo di Dio, a pieno titolo oggetto e protagonisti al contempo del piano di salvezza di Dio. Eppure, anche se nella Bibbia manca una trattazione particolare degli anziani come gruppo, varie volte si parla della vecchiaia.

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