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Il coraggio di diventare…

Sabato 29 marzo 2014 si è celebrata la XXV Giornata Caritas dal titolo “Il coraggio di diventare”.

Per aiutarci a diventare:

-  discepoli autentici servendo i poveri

-  segni e portatori dell’Amore nelle periferie esistenziali del nostro territorio

-  fiduciosi nelle sfide dell’oggi

-  costruttori di fiducia e di futuro

il nostro Vescovo Mons. Nosiglia ci ha lasciato alcune sollecitazioni: 

“La fede diventa credibile testimonianza della gioia del Vangelo quando si fa concretamente carico della vita e dei problemi di chi è in necessità, così come faceva Gesù che predicava il Regno di Dio mostrandolo realizzato nelle opere dell’amore verso malati, lebbrosi, ciechi e zoppi, poveri ed emarginati.” 

“La difesa e la promozione della integrità umana va di pari passo con la sostenibilità dell’ambiente e dell’economia giacché i valori da preservare sul piano personale (vita, famiglia, educazione) vanno pure determinati per tutelare quelli della vita sociale (giustizia, solidarietà, lavoro).” 

“Di fronte all’attuale situazione di estesa e sempre più ampia sofferenza di tanti, persino sotto il profilo del cibo e dei beni di sopravvivenza, è necessario risvegliare la coscienza di ogni persona che è in grado di avere comunque un reddito o dei beni perché si senta “custode del suo prossimo” mettendone a disposizione anche una piccola parte per sovvenire alle urgenze dell’altro.” 

“Occorre dare voce a tanti che vivono in solitudine i loro drammi e, per dignità, non tendono la mano o chiedono aiuto ai nostri centri o parrocchie. Dare voce anche a chi non ha voce, e sono tanti perché su molte situazioni di grave disagio non si parla sui mass-media che mettono il silenziatore a intermittenza. Quanti orfani “delle città” ci sono attorno a noi, stranieri non solo perché immigrati, ma perché ignorati e collocati ai margini della città che conta! Quante sofferenze urbane proprie della nostra città, poveri vulnerabili e fragili che nemmeno più chiedono aiuto e sono rassegnati a una vita marginale e assistenziale.” 

“Bisogna ritornare a vivere con coerenza ogni esperienza umana secondo lo spirito della prima beatitudine beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli quella povertà di spirito che ci apre umilmente agli altri, supera forme di autoreferenzialità e parte dalle periferie, va controcorrente senza paura delle conseguenze, denunciando le ingiustizie se necessario, ma sapendo pagare anche di persona per superarle.” 

Sul sito di Caritas Diocesana tutti gli interventi della giornata.

 

 

Editoriale

GLI ANZIANI NELLA BIBBIA

Il tema “anziani” è di scottante attualità soprattutto per noi occidentali che viviamo in una società che invecchia a vista d’occhio, e in cui il numero degli ultrasessantacinquenni ha abbondantemente ormai superato quello della popolazione sotto i vent’anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più vecchi al mondo. Con 151,4 persone over-65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni, presenta uno degli indici di vecchiaia più alti al mondo. Tra i Paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158) mentre la media Ue28 è 116,6. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale. La speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Anche in questo caso l’Italia è sopra la media europea (ANSA, 28 maggio 2014).
Se si cerca nella Bibbia una trattazione specifica sull’“anziano” e più ancora sui suoi rapporti con il resto del nucleo familiare, si troverà poco, perchè la Rivelazione divina, a differenza di quanto avviene spesso nella nostra società, non ha emarginato i vecchi, ma li ha considerati parte integrante del popolo di Dio, a pieno titolo oggetto e protagonisti al contempo del piano di salvezza di Dio. Eppure, anche se nella Bibbia manca una trattazione particolare degli anziani come gruppo, varie volte si parla della vecchiaia.

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