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Commissione Pastorale Disabilità

30 ottobre 2014 

 

1 . Breve introduzione

Due sollecitazioni: la città e le parrocchie.

La città

«Collegno impegno comune – Programma di mandato 2014-2019» del nuovo sindaco Francesco Casciano, propone a tutti di condividere l’impegno di «fare squadra».Con l’ambizione di una città che sa «fare scuola». Dichiarando di volere una città buona, bella e giusta, capace di «fare comunità». In questo documento si legge al paragrafo 3.5 riguardo all’ntegrazione delle persone con disabilità:

-        Varare un piano comunale pluriennale per eliminazione delle barriere architettoniche ancora esistenti.

-        Garantire e agevolare gli spostamenti in città ai cittadini con disabilità motoria.

-        Stimolare le funzioni sanitarie a potenziamento dei servizi territoriali di salute mentale e neuropsichiatria infantile da concertare con l’ASL.

-        Facilitare l’inserimento di persone con disabilità nelle attività sportive e ludico-motorie.

-        Valorizzare dell’esperienza del progetto “vita indipendente” in alloggi e forme di convivenza guidata.

-        Realizzare aree gioco utilizzabili anche dai bambini disabili.

-        Attivare opportunità di lavoro guidato rivolto a persone disabili non immediatamente collocabili (agricoltura sociale, Orto che Cura).

 

Le parrocchie

Nella lettera pastorale del nostro Vescovo Cesare “L’amore più grande” ho trovato un riferimento in più per motivare l’invito aperto, e qui riportato, per le nostre comunità dell’unità pastorale. Il Vescovo Cesare scrive: “Per la catechesi a ragazzi disabili resta determinante la viva partecipazione degli interessati. Non possiamo però accettare che nella scuola siano presenti tanti ragazzi disabili e in parrocchia ce ne siano pochissimi. Occorre dunque offrire alle famiglie di questi ragazzi le opportune informazioni e proposte, per non tener fuori dalla catechesi i loro figli”. 

A partire da questa due sollecitazioni impegniamoci tutti a costruire l’accoglienza di quanti vivono difficoltà e disagi, in particolare chi ha competenze o esperienze da poter donare agli altri.

 

 2. Giro di presentazioni e piccolo rinfresco 

 3. A partire dall’esistenza: analisi del territorio 

 4. Un progetto di accessibilità 

 5. Brainstorming per capire cosa fare 

 6. Scambio indirizzi e-mail

 

Editoriale

GLI ANZIANI NELLA BIBBIA

Il tema “anziani” è di scottante attualità soprattutto per noi occidentali che viviamo in una società che invecchia a vista d’occhio, e in cui il numero degli ultrasessantacinquenni ha abbondantemente ormai superato quello della popolazione sotto i vent’anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più vecchi al mondo. Con 151,4 persone over-65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni, presenta uno degli indici di vecchiaia più alti al mondo. Tra i Paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158) mentre la media Ue28 è 116,6. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale. La speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Anche in questo caso l’Italia è sopra la media europea (ANSA, 28 maggio 2014).
Se si cerca nella Bibbia una trattazione specifica sull’“anziano” e più ancora sui suoi rapporti con il resto del nucleo familiare, si troverà poco, perchè la Rivelazione divina, a differenza di quanto avviene spesso nella nostra società, non ha emarginato i vecchi, ma li ha considerati parte integrante del popolo di Dio, a pieno titolo oggetto e protagonisti al contempo del piano di salvezza di Dio. Eppure, anche se nella Bibbia manca una trattazione particolare degli anziani come gruppo, varie volte si parla della vecchiaia.

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